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Evoto non ha fatto un passo indietro dall’AI generativa
Ha smesso di inventare persone che non esistono, non di usare l’AI: il marketplace della 8.0 vende ancora preset generativi. Cosa cambia davvero nella nuova versione, otto mesi dopo lo scandalo.
📌 Otto mesi fa Evoto si è scottata pubblicamente con un generatore di ritratti AI da zero. La versione 8.0, uscita il 22 settembre 2026, punta molto (ma non solo) su strumenti che lavorano sul materiale che hai già scattato: selezione automatica per “storia” del servizio, ritocco video, tethering da mobile (il collegamento in diretta tra fotocamera e app, così il cliente vede gli scatti mentre li fai). In questo pezzo trovi cosa c’è di vero nel presunto “passo indietro”, quanto costa, e il criterio pratico per valutare qualunque tool AI ti proporranno da qui in avanti.
Se fai il fotografo di matrimoni, conosci già il vero nemico delle tue serate. Non è la luce che cala, non è lo sposo che suda. È il culling: la scrematura di migliaia di scatti per tenerne poche centinaia buone. È il lavoro che nessuno vede, quello che ti tiene incollato al monitor fino alle due di notte mentre la festa è finita da ore.
Per questo, quando un software promette di restituirti quel tempo, la reazione istintiva è entusiasmo. Ma è anche il motivo per guardare con più attenzione a cosa c’è davvero dietro la promessa: soprattutto se a farla è un’azienda che otto mesi fa si è presa una batosta pubblica proprio sul fidarsi troppo dell’AI.
Riepilogo Articolo - Luca Cazzaniga
Il fatto che ha acceso la miccia
A gennaio 2026, durante Imaging USA a Nashville, è emerso qualcosa che ha mandato su tutte le furie la community dei fotografi professionisti: un generatore di ritratti da studio creati interamente dall’AI, da zero, senza che nessun cliente si fosse mai seduto davanti a un obiettivo. Uno dei primi ambassador del marchio, Sal Cincotta, lo ha bollato senza mezzi termini: “Sono uno dei primi ambassador di Evoto. Ovviamente devo prendere le distanze e ripensarci, perché [Evoto] sta cercando di danneggiare proprio le persone che sto cercando di aiutare” (PetaPixel, 15/01/2026).
Non era, secondo la prima versione data da Evoto, un lancio commerciale: l’azienda l’ha definito un “esperimento tecnico” non pensato per il pubblico. Ma il danno d’immagine era già fatto. Il 12 gennaio arriva la prima dichiarazione ufficiale, e nel giro di pochi giorni (con un aggiornamento il 16 gennaio) lo strumento viene ritirato definitivamente (PetaPixel, 15/01/2026).
Le scuse, riportate da Digital Camera World (traduzione mia), sono nette. Le riporto per intero perché sono il punto di riferimento di tutto quello che segue in questo pezzo. Sono parole di Evoto:
“Ci siamo resi conto che testando uno strumento che genera immagini da zero, abbiamo superato un limite.”
“Evoto è nata per occuparsi del lavoro pesante del ritocco: non per essere uno strumento che sostituisce la persona dietro l’obiettivo.”
“Abbiamo sbagliato bersaglio, e ci dispiace.”
(Digital Camera World, 21/01/2026)
Evoto ha anche dichiarato, senza che questo sia verificabile in modo indipendente, di non aver usato le immagini di utenti o clienti per addestrare i propri modelli, ma solo materiale con licenza commerciale o acquistato (PetaPixel; Digital Camera World).
Tieni bene a mente quella seconda citazione, “nata per il ritocco, non per sostituire il fotografo”: è la chiave per leggere tutto quello che Evoto ha fatto otto mesi dopo.
Otto mesi dopo: cosa c’è davvero nella 8.0

Il 22 settembre 2026 Evoto rilascia in blocco Desktop 8.0, App 3.3.0 e Video 1.6.0 (blog Evoto; PetaPixel, 22/09/2026). E la caratteristica che occupa i titoli è proprio quella scrematura infinita che ti tiene sveglio la notte: il comunicato stampa e la copertura di settore la chiamano “Story-Based Culling”, il blog ufficiale usa la variante “Story-aware Culling”: sono la stessa funzione, descritta con due etichette diverse dalla stessa azienda (PR Newswire; blog Evoto).
Funziona così: invece di scorrere gli scatti uno per uno, il fotografo può usare due modalità. La Storyline Mode divide il servizio in capitoli che scegli tu (preparazione, viaggio, cerimonia, ricevimento) e raggruppa gli scatti in base a quella narrazione. La General Mode, più semplice, raggruppa foto visivamente simili (stesso soggetto, stessa scena) anche se sono state scattate a ore di distanza (PetaPixel; Fstoppers; PR Newswire).
Un dettaglio che mi ha colpito, ed è il tipo di scelta che racconta più di mille slogan: se il sistema non è sicuro di dove collocare uno scatto, lo lascia semplicemente non assegnato, invece di indovinare e infilarlo a caso in un capitolo sbagliato (PetaPixel). È la differenza tra un assistente che ammette “non lo so” e uno che ti consegna un lavoro sporco con sicurezza. E soprattutto: il sistema si limita a evidenziare gli scatti più forti di ogni capitolo, la selezione finale resta sempre al fotografo (PetaPixel; Fstoppers). Non decide al posto tuo, ti evita solo il primo giro di scarto.
Per farti capire la scala del problema che vuole risolvere: PetaPixel racconta l’esempio di un matrimonio da circa 4.000 scatti in 14 ore di riprese. Non è un test, è un esempio narrativo scelto dalla testata per rendere l’idea, ma dà comunque il senso di cosa significhi scremare a mano una giornata intera (PetaPixel).
Accanto al culling, la 8.0 porta anche: ricerca testuale nel catalogo, tag personalizzati, modelli di flusso di lavoro salvabili, pulizia delle piccole imperfezioni sui vestiti, strumenti per i dettagli del corpo, estensione dell’inquadratura (outpainting), sostituzione del cielo e allineamento colore tra scatti diversi (blog Evoto). Sul fronte video, il ritocco dei ritratti arriva come plugin dentro DaVinci Resolve, quindi dentro il flusso di montaggio che molti già usano, e non in un’app a parte (Camera Jabber, 25/09/2026). E c’è il tethering: l’app Evoto, da mobile, mostra al cliente un’anteprima degli scatti mentre il fotografo lavora (PetaPixel; Camera Jabber).
Fin qui, il quadro sembra chiaro: un’azienda che ha spostato il baricentro sul materiale reale del fotografo. Ma c’è un pezzo della 8.0 che rema un po’ contro questa lettura pulita, ed è giusto dirlo: insieme a tutto questo, Evoto apre un marketplace di asset creati dalla community, con un fondo di lancio da 500.000 dollari e il 60% del ricavo netto che va ai creator (PR Newswire; Camera Jabber). E tra gli oggetti in vendita ci sono anche gli “AI Looks”, preset generativi che si applicano a una foto già scattata, venduti tra 49 e 199 dollari (PR Newswire). Ne riparliamo tra un attimo, perché è proprio questo dettaglio a rendere la storia meno lineare di come la stampa l’ha raccontata.
Quanto è vero il “passo indietro”: e di chi è questa lettura
Qui bisogna essere precisi, perché è facile scivolare in una narrazione troppo comoda: “Evoto ha sbagliato con la genAI (l’AI generativa, quella che crea immagini da zero), ha imparato la lezione, ora fa solo cose oneste sul materiale reale”. Le fonti non dicono esattamente questo.
Quello che è documentato, con parole ufficiali di Evoto, è il ritiro specifico del generatore di ritratti da zero e le scuse che lo accompagnano (Digital Camera World). Quello che NON è documentato con parole di Evoto è un “abbandono della genAI” in generale: la 8.0 contiene ancora funzioni che generano contenuto, come l’estensione di un’inquadratura, la sostituzione di un cielo e quegli “AI Looks” venduti nel marketplace di cui parlavo sopra (blog Evoto; PR Newswire). Una sola testata, RedShark News, ha scritto che la 8.0 è “un passo indietro dalla genAI”: è una lettura giornalistica, non un linguaggio che Evoto stessa usa nei suoi comunicati o sul suo blog (RedShark News, 23/09/2026).
La distinzione che conta, quindi, non è “genAI sì o no”. È questa: generare una persona che non è mai esistita, al posto del fotografo, è una cosa. Estendere uno sfondo o cambiare un cielo su una foto che il fotografo ha davvero scattato è un’altra. La prima toglie al fotografo il lavoro e il cliente, la seconda resta uno strumento nelle sue mani. PetaPixel, che segue Evoto dall’inizio della vicenda, scrive che l’azienda “ha fatto completamente marcia indietro” sulla generazione da zero e “non ci ha più rimesso piede” da gennaio (PetaPixel, 22/09/2026): un giudizio della testata che riguarda quella funzione specifica, non un bilancio generale sull’uso di AI generativa in azienda.
C’è un’altra domanda, secondo me più scomoda: la 8.0 è davvero una risposta allo scandalo di gennaio, o è semplicemente il prodotto che Evoto ha sempre fatto? Nessuna fonte mostra Evoto dichiarare “cambiamo rotta per via della polemica”, e ricordi la citazione delle scuse di gennaio: “Evoto è nata per occuparsi del lavoro pesante del ritocco” (Digital Camera World). Il ritocco sul materiale reale non è una novità della 8.0, è il mestiere storico dell’azienda. Otto mesi separano il ritiro dell’headshot generator dal lancio della 8.0 (PetaPixel; PetaPixel): un dato temporale, non una prova che l’uno abbia causato l’altra.
La lettura più prudente, per me, non è “Evoto ha imparato la lezione e ha cambiato strada”. È: la 8.0 somiglia di più a un ritorno al proprio mestiere di sempre, dopo un esperimento fuori strada che è durato poco ed è finito male.
Quanto costa (l’onestà sul prezzo)
Una cosa che va detta subito, perché va a favore del lettore: le nuove funzioni non hanno un costo dedicato a parte. Evoto è gratuito da scaricare e funziona a crediti: il culling e il tethering sono gratuiti nell’uso, il credito scatta solo quando esporti l’immagine finale (Evoto Support; PetaPixel). In pratica, puoi far lavorare l’AI su un intero servizio, capitolo per capitolo, senza spendere nulla finché non decidi cosa consegnare davvero al cliente.
Il modello resta a crediti, con due strade. Gli abbonamenti annuali partono dal piano Starter, 800 crediti a 89 dollari l’anno, fino a piani più grandi per chi lavora ad alto volume. In alternativa ci sono i pacchetti a consumo (pay-as-you-go), da 200 a 3.600 crediti, tra 49 e 459 dollari (Evoto Support). I crediti degli abbonamenti annuali non scadono finché l’abbonamento resta attivo; quelli pay-as-you-go restano validi due anni (Evoto Support).
Non tutti sono convinti da questo sistema. Un lettore di Fstoppers, Ryan Cooper, l’ha liquidato senza troppi complimenti: “Odio il modello di business a pagamento per immagine” (Fstoppers). È un commento isolato, non un sondaggio, ma il timore lo capisco: su volumi alti pagare ogni foto esportata si somma in fretta, anche se il resto del flusso è gratuito.
Il metro di paragone: come lavora Lightroom

Evoto non è la prima a mettere l’AI dentro il culling: pochi mesi fa Adobe ha aggiornato Lightroom con il pannello Faces, che assegna un punteggio a nitidezza degli occhi e occhi aperti per aiutarti a scremare i ritratti più velocemente (Adobe Community, 18/06/2026).
La differenza di approccio è la cosa interessante, non per stabilire chi vince, ma per capire due filosofie diverse. Lightroom valuta scatto per scatto, volto per volto: ti dice quale foto ha gli occhi più a fuoco tra dieci scatti quasi identici. Evoto prova a ragionare per sequenza, per capitolo di una storia: raggruppa “i momenti della giornata” invece di valutarli uno per uno (Adobe Community; Camera Jabber). È un confronto tra le funzioni dichiarate dalle due aziende, non un test fianco a fianco: nessuno dei due ha ancora pubblicato dati indipendenti su quale approccio scremi meglio o più in fretta.
I limiti che Evoto non ha ancora dimostrato
La promessa che conta davvero, quella che ti fa venire voglia di scaricare Evoto stasera stessa, non è “seleziona bene le foto”. È “ti restituisce ore della tua vita”. Ed è qui che le prove si fanno sottili.
L’unico dato quantitativo che ho trovato viene da Lindsay Adler, ambassador del brand: dopo meno di 30 secondi di lavoro su un ritratto, dichiara “sarei disposta a consegnarlo così a un cliente” (Fstoppers). Due precisazioni, entrambe importanti. La prima: quei 30 secondi riguardano il ritocco di un ritratto (il Face Refinement), non il culling di cui abbiamo parlato finora: sono due funzioni diverse. La seconda: la frase “in passato ci sarebbero volute ore” è la narrazione del giornalista che ha scritto l’articolo, non una citazione diretta di Adler. Un secondo ambassador, Mark Wallace, aggiunge: “Una volta lanciato il tuo flusso di lavoro, tutto succede in background… fantastico per gli studi ad alto volume” (Fstoppers).
Sono entrambe testimonianze di parte: due ambassador del marchio, quindi persone legate all’azienda, non recensori indipendenti. E al 28 settembre 2026 non ho trovato nessun test di terze parti: nessuna testata che abbia cronometrato davvero quante ore fa risparmiare la Story-Based Culling su un servizio vero, né dati su quanti scatti gestisce senza intoppi su volumi reali. È la differenza tra una promessa e un fatto: Evoto e i suoi ambassador dicono che il tempo si riduce drasticamente, ma nessuno che non abbia un interesse nel prodotto lo ha ancora misurato.
Il criterio pratico da portare a casa
Quello che mi porto via da questa storia non è “Evoto è buona” o “Evoto è cattiva”. È un criterio che vale per Evoto oggi e per il prossimo tool che ti arriverà nella notifica del prossimo mese.
Smetti di farti affascinare dalla domanda sbagliata (“quanti pixel inventa questo strumento”, “quanto è realistico il render”) e comincia a farti quella giusta: questo tool dichiara di restituirmi ore su quello che ho già scattato, lasciandomi il controllo dell’ultima parola? E chi lo dice: l’azienda, o qualcuno che non ha interesse a venderlo?
Su Evoto 8.0, i fatti tecnici verificabili ci sono e vanno riconosciuti: la selezione lavora per “storia” del servizio, non ti nasconde l’incertezza (se non sa, lascia lo scatto non assegnato invece di indovinare), la scelta finale resta sempre tua, e culling e tethering sono gratuiti fino al momento dell’esportazione. Ma il “quante ore” (la parte che rende la promessa davvero allettante) resta per ora una dichiarazione dell’azienda e dei suoi ambassador, non un dato provato da chi non ha niente da vendere.
Non è un motivo per ignorare Evoto 8.0. È un motivo per scaricarlo, provarlo su un servizio vero tuo, e farti tu stesso la domanda che nessun comunicato stampa può farti al posto tuo: quante ore mi ha davvero restituito, oggi, su questo lavoro? Applica lo stesso criterio al prossimo strumento che ti promette la stessa cosa: arriverà, ed è sempre la stessa domanda a fare la differenza tra un aiuto vero e un annuncio ben scritto.
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Fonti
- PetaPixel, Jaron Schneider, “Evoto Adds Portrait Retouching to Video, Intelligent Culling, Mobile Tethering, and More”, 22/09/2026: https://petapixel.com/2026/09/22/evoto-adds-portrait-retouching-to-video-intelligent-culling-mobile-tethering-and-more/
- PetaPixel, Jeremy Gray, “Evoto Alienated Photographers by Releasing a Tool Designed to Replace Them”, 15/01/2026: https://petapixel.com/2026/01/15/evoto-alienated-photographers-by-releasing-a-tool-designed-to-replace-them/
- Digital Camera World, Mike Harris, “We Missed the Mark, and We Are Sorry: Evoto Responds to AI Headshot Generator Backlash”, 21/01/2026: https://www.digitalcameraworld.com/photography/photo-editing/we-missed-the-mark-and-we-are-sorry-evoto-responds-to-ai-headshot-generator-backlash
- Blog ufficiale Evoto, “Evoto Product Launch 2026”, 22-23/09/2026: https://blog.evoto.ai/evoto-product-launch-2026/
- PR Newswire, “Evoto 8.0 Updates Span Every Product and Opens a Creator Marketplace Backed by $500,000”, 22/09/2026: https://www.prnewswire.com/news-releases/evoto-8-0-updates-span-every-product-and-opens-a-creator-marketplace-backed-by-500-000–302886471.html
- RedShark News, Andy Stout, “Evoto Steps Back From GenAI for 8.0, Opens $500,000 Creator Marketplace”, 23/09/2026: https://www.redsharknews.com/evoto-8.0-video-tools-asset-hub
- Fstoppers, John Ricard, “Evoto 8.0 Brings New Editing and Culling Features”, 22/09/2026: https://fstoppers.com/news/evoto-80-brings-new-editing-and-culling-features-904752
- Evoto Support, “Understanding Evoto Credits and Pricing” (consultato 28/09/2026): https://support.evoto.ai/understanding-evoto-credits-and-pricing/
- Adobe Community, “Lightroom v9.4 Is Live”, 18/06/2026: https://community.adobe.com/announcements-678/lightroom-v9-4-is-live-add-motion-with-generate-video-reduce-blur-with-ai-sharpen-cull-people-shots-faster-and-organize-with-custom-color-labels-1627064
- Camera Jabber, Ali Jennings, “Evoto 8.0 Adds Video Portrait Retouching in DaVinci Resolve, Story-Based Culling and Mobile Tethering”, 25/09/2026: https://camerajabber.com/photography-news/evoto-8-0-adds-video-portrait-retouching-in-davinci-resolve-story-based-culling-and-mobile-tethering/
- PPA, Imaging USA 2026, pagina evento (date 8-13/01/2026): https://www.ppa.com/events/imaging-usa-2026
Fonti: PetaPixel (22/09/2026 e 15/01/2026), Digital Camera World, blog Evoto, PR Newswire, RedShark News, Fstoppers, Evoto Support, Adobe Community, Camera Jabber, PPA/Imaging USA.
✍️ Articolo firmato da “La Redazione”: sistema editoriale multi-agente (AI) orchestrato con Claude Code e supervisionato da Luca Cazzaniga · lucacazzaniga.it