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A 8 dollari ChatGPT ti mostra gli annunci, a 20 no
Il test sulle immagini parte negli Stati Uniti a fine ottobre. Cosa è confermato, cosa nessuno ha chiarito, cosa puoi fare adesso.
📌 Questo pezzo parte da una notizia di inizio ottobre, ma la lezione non riguarda la pubblicità: riguarda il piano ChatGPT che hai scelto e con cosa lo stai pagando, se con i soldi o con l’attenzione. In Italia il nuovo formato non c’è ancora. Ho segnato io stesso, nel testo, cosa so, cosa mi hanno raccontato le testate e cosa nessuno ha ancora chiarito.
Lanci un prompt in ChatGPT. L’immagine comincia a formarsi, quel momento in cui vedi i contorni sfocati che si assestano. E sotto, mentre aspetti, compare una fila di prodotti con un’etichetta: pubblicità.
Prima di infilarci l’indignazione, una correzione. Se paghi Plus, quella fila non la vedi. Se paghi Go, a quanto risulta, sì.
È questo il punto del pezzo. Non “anche pagando 20 dollari ti becchi gli spot”, che sarebbe falso. Ma una domanda più scomoda e più utile: sai in che piano sei, e cosa stai comprando con quel piano?
Una premessa onesta. Questa scena non l’ho vista nel mio ChatGPT: il formato è un test che parte negli Stati Uniti, e l’Italia per ora è fuori. Quello che ti racconto arriva dalle testate che hanno riportato l’annuncio di OpenAI. Il testo originale dell’annuncio e la pagina di aiuto di OpenAI, al momento in cui scrivo, non sono riuscito a leggerli direttamente. Quindi dove parlo di piani e di opzioni, ti dico sempre chi lo scrive.
Riepilogo Articolo - Luca Cazzaniga
Cosa è stato annunciato, esattamente (e cosa no)
Partiamo dai fatti con le parole giuste, perché in questa storia le parole sbagliate si moltiplicano in fretta.
All’inizio di ottobre OpenAI ha annunciato un nuovo formato pubblicitario per ChatGPT: carosello o fila di immagini di prodotto sotto l’immagine che si sta creando, etichettato come pubblicità e separato dall’immagine. L’annuncio è del 5 ottobre secondo TechCrunch e The Decoder; l’agenzia dpa, per via del fuso orario, scrive 6 ottobre. Non è una scoperta di utenti né qualcosa smontato dal codice dell’app: è una cosa che OpenAI ha dichiarato di voler fare.
Seconda parola: test. Non lancio. Secondo Mixed, che riporta il post di OpenAI, “testing will begin later this month in the US with an initial group of advertisers”. Quindi: fine ottobre, Stati Uniti, un primo gruppo di inserzionisti. Per Italia ed Europa, nel test di questo formato, non c’è nessuna data.
Terza parola, quella che mi interessa di più: mentre. Il titolo di The Decoder parla di “loading screen”, cioè schermata di caricamento, ma nel corpo dell’articolo il formato compare sotto l’immagine mentre viene creata. Non una schermata nera con uno spot a tutto schermo: una fila di prodotti sotto, mentre aspetti. Lo dico perché la differenza conta, e perché non voglio venderti uno scenario più brutto di quello che è.
Un ultimo dettaglio di contesto: i caroselli di prodotti nelle conversazioni di ChatGPT non sono nuovi. Digiday li racconta già ad agosto. La novità di ottobre non è il carosello, è dove lo metti: nel momento morto dell’attesa.
Chi li vede: il confine sottile tra i piani

Ora il cuore. Chi vede questi annunci?
Free e Go sì. Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu no. Lo scrivono, tra gli altri, The Next Web e The Register, e vale per gli annunci in generale fin dall’avvio di febbraio. Per il nuovo formato visivo nella generazione di immagini, a nominare esplicitamente Free e Go sono Mixed e l’agenzia dpa. Nessuna fonte che ho letto dice che il formato arrivi su Plus o oltre.
Fermati un secondo su Go. È il piano da 8 dollari al mese negli Stati Uniti (Plus costa 20, Pro 200), come racconta 9to5Mac. Un piano a pagamento. E ha gli annunci.
Quindi il confine non è “gratis contro pagante”. È più sottile, e per questo mi sembra la cosa più interessante della notizia. Pensa alla TV: quella gratuita ti fa pagare con gli spot; un canale a pagamento che ha comunque la pubblicità ti fa pagare due volte; quello senza spot, solo con l’abbonamento. Su Free ci paghi con l’attenzione. Su Go, paghi con i soldi e con l’attenzione insieme. Dal piano Plus in su, solo con i soldi.
Cosa succede se non vuoi gli annunci? Qui devo andare piano.
Su Free, secondo The Register, si può rinunciare agli annunci senza pagare, ma si perdono strumenti come la generazione di immagini. The Decoder aggiunge un altro prezzo: chi rinuncia ha meno messaggi al giorno. Leggi bene: l’uscita dagli annunci su Free c’è, ma ti costa proprio lo strumento di cui stiamo parlando. È un po’ come un ristorante che ti dice “puoi non vedere la pubblicità sul menu, ma allora niente dolce”.
E su Go? Qui il quadro è meno solido, e non voglio trasformare un “non risulta” in un “non esiste”. Secondo le fonti che ho consultato, l’opzione senza annunci è riservata al piano Free. Il blog TechMitra, che dichiara di basarsi sulla documentazione di OpenAI, lo scrive in modo esplicito; The Decoder e The Register descrivono l’opt-out soltanto per Free. Per Go, quindi, a quanto risulta, un’uscita senza salire di piano non c’è, e il primo piano senza annunci è Plus.
Il limite lo dico chiaro: la pagina di aiuto di OpenAI, quella che chiuderebbe la questione, non sono riuscito a leggerla. Se nelle impostazioni del tuo account vedi un controllo che io non ho trovato, ha ragione il tuo schermo, non questo articolo. E ti dico anche una cosa: la tesi del pezzo regge lo stesso. Che Go abbia o no una porta di uscita, resta un fatto verificato: a 8 dollari ci sono gli annunci.
Da febbraio a ottobre: dove cade il nuovo spazio
Un po’ di cronologia, perché aiuta a capire se questa è una svolta o una tappa.
Gli annunci in ChatGPT sono partiti come test negli Stati Uniti il 9 febbraio 2026, per adulti che hanno fatto l’accesso, sui piani Free e Go (The Register, The Decoder). Già allora The Register riportava una regola di quella policy che riguardava le immagini: gli annunci erano esclusi dopo la generazione di un’immagine. La riporto a parole mie, non tra virgolette.
Il passaggio da febbraio a ottobre lo leggo così, ed è una lettura mia, non una frase di OpenAI: l’azienda ha trovato un altro spazio utile in un flusso che prima restava libero. Non lo chiamo “cambio di policy”, e non ti dico che le due cose si contraddicono. Ti dico che il momento in cui hai gli occhi sullo schermo, in attesa, ora è un’inserzione possibile.
Come vengono scelti gli annunci, e cosa non si sa
Una domanda che chi lavora con immagini di clienti si fa subito: ma ChatGPT legge il mio prompt per scegliere cosa mostrarmi?
Cosa sappiamo, su fonte (The Register, febbraio): la personalizzazione degli annunci è attiva di default e usa le tue conversazioni e, se hai la memoria attiva, anche i ricordi e le chat recenti. Se la spegni, conta solo la conversazione corrente. Spegnerla non elimina gli annunci: cambia solo quanto sono mirati. Sono esclusi dagli annunci le chat temporanee, chi non ha fatto l’accesso, il browser Atlas, i temi sensibili e gli account sotto i 18 anni. Secondo The Next Web ci sono anche limiti sulle conversazioni emotivamente vulnerabili.
OpenAI dichiara inoltre che le tue chat e le tue memorie non vengono condivise con gli inserzionisti e che gli annunci non influenzano le risposte. Lo riporto come dichiarazione dell’azienda, non come un fatto che ho potuto controllare.
E il buco. Per il nuovo formato nell’attesa delle immagini, nessuna fonte che ho letto spiega se il sistema usi il prompt dell’immagine per scegliere i prodotti. The Register, nel pezzo di ottobre, non entra nella meccanica. È una domanda aperta e te la lascio aperta: non affermo che lo faccia, non affermo che non lo faccia.
Il dubbio più intelligente lo riporta The Register, e viene da uno del mestiere: Donatas Smailys, CEO di Billo. Osserva che:
“Someone generating an image in ChatGPT is not shopping.”
Chi sta generando un’immagine non sta facendo shopping. Se ha ragione, l’attenzione di quel momento vale meno per un inserzionista di quanto sembri, e questo lo dice uno che quel mestiere lo fa.
Perché la pubblicità arriva (senza fare la contabilità di OpenAI)
I soldi li uso solo per spiegarti il contesto, non per fare i conti in tasca a nessuno.
Il 31 agosto OpenAI ha dichiarato che il suo business pubblicitario ha raggiunto 1 miliardo di dollari di run-rate annuale, circa 200 giorni dopo il lancio, in più di 40 paesi (The Decoder). Cos’è il run-rate? Se un negozio incassa mille euro in un buon mese e tu moltiplichi per 12, ottieni un numero che somiglia a un fatturato, ma non lo è. Il run-rate è un ritmo, non un incasso.
Gli utenti: ChatGPT ne ha 1,2 miliardi alla settimana secondo TechCrunch, e si tratta di un dato attribuito all’azienda. Gli abbonati paganti, secondo The Decoder, sono circa il 5% (te lo do come cifra di una testata, non come mio numero). Faccio il ragionamento banale: se gran parte della platea non paga, qualche altro modo per far quadrare la cosa va trovato.
Il modello che genera le immagini oggi è GPT Image 2, uscito ad aprile 2026, non più DALL-E (The Decoder). Ho raccontato come si comporta nel test di Images 2.0. Il dettaglio che qui conta: la modalità con ragionamento è solo per i piani a pagamento. Anche qui, la funzione migliore sta nel livello pagante.
Ora, un passaggio che è opinione mia, e te lo segnalo perché non è un dato: io sospetto che generare immagini costi a OpenAI più di quanto rendano molti abbonamenti, e che quindi l’attesa sia un posto naturale dove mettere un ricavo. Non ho nessun numero sul costo per immagine. I prezzi che si leggono per le API sono prezzi al cliente, non costi interni dell’azienda, e non li uso come tali. Se non sei d’accordo con la mia ipotesi, il resto del pezzo regge lo stesso: il confine tra i piani è un fatto, il perché è la mia lettura.
Per chi volesse il quadro dei piani nostrani, ne avevo parlato in ChatGPT Go a 8€: rileggi con cautela le cifre, perché il pezzo è precedente a tutto questo.
E l’Europa? Due righe, perché conviene guardare
In Europa gli annunci testuali sono già attivi da fine agosto; il formato visivo no (The Next Web). Quindi se sei in Italia su Free o Go, il pezzo ti riguarda a metà: gli annunci in forma di testo potresti già vederli, il carosello nell’attesa delle immagini non ancora.
C’è anche un fatto regolatorio che vale la pena conoscere: il 31 agosto la Commissione europea ha designato ChatGPT “very large online search engine” ai sensi del Digital Services Act, il primo chatbot a ricevere questa etichetta. Per semplificare: è la categoria dei servizi grandi abbastanza da avere obblighi più pesanti di trasparenza. Gli obblighi scattano entro quattro mesi dalla designazione. Non ti do date precise, perché le fonti non coincidono, e non voglio che tu le segni in agenda sulla mia parola.
Il confronto e la via d’uscita

ChatGPT non è l’unico a guardare in quella direzione. A gennaio 2026 un VP di Google diceva che nell’app Gemini non c’erano annunci né piani per averne (PPC Land). A fine aprile, alla call sugli utili, il responsabile business Philipp Schindler ha detto che un formato che funziona bene in AI Mode (la ricerca di Google con l’AI) “would transfer successfully to Gemini app” (Shopifreaks, confermato da Droid Life). Il focus resta su AI Mode e senza tempi. Non scrivo che Google “ha deciso”: scrivo che la direzione di marcia sembra comune e che l’apertura c’è. Sugli altri concorrenti non ho fonti aperte, quindi non ti dico nulla.
E se non vuoi che la tua attesa sia in vendita? Una strada è lavorare in locale: il modello gira sul tuo computer, nessun annuncio e nessun file che parte. Ti ho già raccontato il lato privacy in Ho scaricato un’AI sul mio Mac. Per generare immagini su Mac, un punto di partenza è Draw Things, app per macOS con una base gratuita (Bitdoze).
Costi onesti: servono almeno 16 GB di RAM, meglio 24, e si parla di decine di secondi per immagine. E secondo me la qualità non è quella di GPT Image 2: se ti aspetti la stessa resa, resterai deluso.
Un punto che per chi lavora con clienti pesa più di tutto: la licenza. I modelli che girano in locale non sono tutti utilizzabili per lavori commerciali, e sulle licenze vale la fonte primaria, non i blog.
- FLUX.1 schnell: licenza Apache 2.0, uso commerciale esplicito (model card).
- FLUX.2 klein 4B: Apache 2.0, uso commerciale (model card).
- FLUX.2 klein 9B: licenza non commerciale (stessa pagina).
- FLUX.1 dev: il modello è solo per uso non commerciale, ma la licenza dichiara gli output usabili anche a fini commerciali, salvo divieti (per esempio addestrare modelli concorrenti).
- FLUX.2 dev: licenza non commerciale per i pesi, output dichiarati usabili anche commercialmente, e rimandi a termini commerciali che non descrive (model card). Zona grigia: leggi la licenza.
Per lavori con clienti, le sole due che ti indico come sicure sono schnell e klein 4B. Questa non è consulenza legale: se la cosa è seria, la licenza leggila tu, intera. Io la licenza completa di FLUX.2 dev, ad esempio, non l’ho letta, perché sta dietro un’accettazione.
Cosa fare adesso
Cinque cose, in ordine di quanto costano.
- Controlla in che piano sei. Free e Go vedono gli annunci, Plus e superiori no. Se sei su Go per evitarli, non è detto che ci sia un’uscita gratuita (è quello che riportano le fonti consultate): verifica nelle impostazioni del tuo account, e fidati dello schermo più di me.
- Se vuoi immagini senza annunci, tra i piani documentati il primo è Plus. È una scelta di piano, non un giudizio su nessuno. Valuta se per quello che fai vale la differenza.
- Tieni separata la questione riservatezza. Gli annunci sono una cosa, dove finiscono i file dei tuoi clienti un’altra. OpenAI dichiara che chat e dati non vanno agli inserzionisti, ma come viene scelto il nuovo formato non è spiegato. Per lavori davvero sensibili, la domanda non è “ci sono spot?” ma “dove vanno i miei file?”.
- Prova un piano B locale, con le licenze qui sopra in mano e aspettative realistiche su RAM, tempi e qualità.
- Guarda l’Italia con un occhio sul calendario. Il test parte negli Stati Uniti, quindi hai tempo; ma gli annunci testuali in Europa ci sono già.
Quello che porto a casa è semplice: la prossima volta che apri ChatGPT per un’immagine, fermati un secondo e chiediti in che piano sei e con cosa lo stai pagando. Dopo, scrivimi: se nel tuo account vedi un controllo sugli annunci su Go, o se hai già visto il carosello nell’attesa, dimmelo nei commenti con lo screenshot. Quello vale più di tutte le fonti che ho citato.
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Fonti
- The Decoder, 5/10/2026: nuovo formato annunci nella generazione di immagini
- TechCrunch, 5/10/2026
- The Register, 5/10/2026
- The Next Web, 5/10/2026
- Mixed, 7/10/2026
- dpa via The Star, 8/10/2026
- The Register, 10/2/2026
- The Decoder, 9/2/2026
- 9to5Mac, 16/1/2026
- Digiday, 6/8/2026
- The Decoder, 31/8/2026: run-rate di 1 miliardo
- The Decoder, 21/4/2026: GPT Image 2
- TechMitra, 27/8/2026 (agg. 18/9/2026)
- Shopifreaks, 30/4/2026
- Droid Life, 1/5/2026 (conferma delle frasi di Schindler)
- PPC Land, 17/1/2026
- Bitdoze, agg. 9/8/2026
- Hugging Face, Black Forest Labs: FLUX.1 schnell, FLUX.2 klein 4B, licenza FLUX.1 dev, FLUX.2 dev
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