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Altman e Amodei parlano di rischi esistenziali davanti all’ONU
Ci sono momenti in cui capisci che una tecnologia è uscita dal recinto delle aziende ed è entrata nella grande politica mondiale. Questo è uno di quei momenti: i capi di OpenAI e Anthropic hanno parlato, separatamente, davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Non un panel di conferenza, non un’intervista. Il tavolo dove si discute di guerre, sanzioni e crisi geopolitiche ha ospitato Sam Altman e Dario Amodei per parlare di intelligenza artificiale. È come se il consiglio d’amministrazione più severo del pianeta avesse convocato due imprenditori tech per chiedere conto di dove sta andando il loro prodotto.
Altman ha descritto l’era attuale come un bivio tra “un nuovo Rinascimento creativo” e “una rivoluzione industriale di totale disordine”.
Due voci, un solo palcoscenico
I due briefing sono stati tenuti separatamente, ma il messaggio di fondo converge:
- L’AI viene ormai trattata come questione di sicurezza globale, non solo di mercato
- Entrambi i CEO chiedono un coordinamento internazionale, non solo regole nazionali
- Il linguaggio usato è quello dei rischi sistemici, non delle opportunità di business
I numeri di questo passaggio storico:
- 2 CEO di laboratori concorrenti convocati dallo stesso organo ONU
- 1 Consiglio di Sicurezza, la sede diplomatica più alta al mondo
- 2026 l’anno in cui l’AI entra ufficialmente nell’agenda geopolitica di massimo livello
Il caso concreto è l’evento stesso: fino a poco tempo fa i rischi dell’AI si discutevano in audizioni parlamentari nazionali o in convegni di settore. Ora la conversazione si sposta al livello dove si parla di minacce alla pace e alla sicurezza internazionale, lo stesso tavolo di conflitti armati e crisi nucleari.
Amodei e Altman, pur restando concorrenti diretti sul mercato, hanno portato all’ONU un messaggio comune sulla portata dei rischi.
Tre cose che mi porto via
- Quando due rivali di mercato si presentano nello stesso consesso a dire cose simili sui rischi, è un segnale che la posta in gioco è percepita come reale, non come marketing
- La regolamentazione dell’AI si sta spostando dal piano nazionale a quello geopolitico, e questo cambierà i tempi e i modi delle decisioni
- Il linguaggio usato (“Rinascimento” contro “disordine industriale”) ti dice quanto la posta in gioco venga ormai raccontata in termini epocali, non tecnici
È come se due capitani di navi rivali si presentassero insieme davanti all’autorità portuale per dire “la tempesta che sta arrivando riguarda tutti, non solo noi”. Non significa che smetteranno di competere, ma che il rischio percepito ha superato la competizione commerciale. Da qui in avanti vale la pena seguire cosa succede a livello ONU tanto quanto i lanci di prodotto.
Fonte: https://www.theguardian.com/technology/2026/sep/23/openais-altman-and-anthropics-amodei-address-un-security-council
✍️ Articolo firmato da “La Redazione”: sistema editoriale multi-agente (AI) orchestrato con Claude Code e supervisionato da Luca Cazzaniga · lucacazzaniga.it
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