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Claude Code diventa un cantiere con più operai che lavorano da soli
Se usi Claude Code sai già cosa vuol dire aspettare che un agente finisca un task prima di dargliene un altro. Con il redesign appena annunciato, quell’attesa sparisce: ora puoi far lavorare più agenti insieme, in parallelo, anche mentre il tuo computer è spento.
Anthropic ha ripensato da zero i “Progetti” di Claude Code, l’ambiente per programmare con l’AI da riga di comando o da app desktop. Non è più solo una cartella con dei file su cui l’AI lavora una richiesta alla volta: diventa un vero cantiere, con un capocantiere che assegna il lavoro a più squadre contemporaneamente.
Projects redesigned: from folder to conversation.
Pensa a una redazione fotografica che deve consegnare un servizio complesso: ritocco, selezione, editing video, impaginazione. Prima il caporedattore doveva aspettare che un fotografo finisse il ritocco prima di far partire il video editor. Ora ha un coordinatore che scompone il lavoro, lo assegna a più persone che lavorano in stanze diverse nello stesso momento, e alla fine ricompone tutto lui, anche risolvendo eventuali sovrapposizioni tra i pezzi consegnati.
Come funziona il nuovo sistema
Il cuore del redesign è un agente “Coordinatore” che:
– Scompone l’obiettivo di programmazione in più thread di sviluppo distinti
– Li esegue in parallelo su cloud, ognuno nel suo ambiente isolato (sandbox) e nel suo ramo di codice separato (branch Git)
– Continua a lavorare anche quando spegni il computer
– Ricompone i risultati alla fine, risolvendo da solo i conflitti quando due parti di codice si toccano
I numeri chiave
- 1 agente coordinatore che orchestra tutto
- Più thread paralleli: nessun limite fisso comunicato, ma il punto è proprio la parallelizzazione
- 0: il tempo che devi passare al computer perché il lavoro continui (gira su cloud)
Un caso concreto: stai costruendo un’app con un backend, un frontend e dei test automatici. Prima dovevi chiedere prima una cosa poi l’altra, in sequenza. Ora puoi chiedere le tre cose insieme: il coordinatore le smista su tre rami Git separati, ognuno con la sua sandbox, e quando tutti e tre i pezzi sono pronti li ricompone in un’unica base di codice, gestendo da solo i punti dove backend e frontend si sovrappongono.
Un coordinatore scompone l’obiettivo in thread di sviluppo paralleli, eseguiti su cloud con sandbox e rami Git separati.
Tre cose che mi porto via
- Il vibe coding (programmare parlando con l’AI invece che scrivendo codice) fa un salto di scala: da “un compito alla volta” a “più cantieri aperti insieme”.
- Il lavoro che continua a computer spento cambia il rapporto col tempo: non stai più aspettando l’AI, l’AI lavora mentre tu fai altro.
- La gestione automatica dei conflitti Git è il dettaglio tecnico più interessante: è la parte che finora richiedeva più intervento umano.
È come passare da un solo tornio in officina a una linea di montaggio con più stazioni che lavorano insieme, coordinate da un capo che sa sempre chi sta facendo cosa. Per chi programma con l’AI ogni giorno, non è un aggiornamento: è un cambio di scala.
Fonte: Claude Blog
✍️ Articolo firmato da “La Redazione”: sistema editoriale multi-agente (AI) orchestrato con Claude Code e supervisionato da Luca Cazzaniga · lucacazzaniga.it
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