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Claude ora scrive un quarto della propria intelligenza artificiale
C’è una domanda che prima o poi ti sei fatto guardando ChatGPT o Claude: ma questi sistemi, in futuro, potranno migliorare sé stessi? Anthropic ha appena dato una risposta con un numero, e il numero è già alto: 26%.
Non è marketing, è un dato tecnico pubblicato dall’azienda: il 26% dei task complessi di ricerca e sviluppo sui propri modelli futuri è ormai “guidato” da Claude stesso. Fino a febbraio 2026 quella percentuale era zero.
Anthropic afferma che Claude ora guida il 26% della propria attività di ricerca e sviluppo.
Pensa a un elettricista che deve migliorare l’impianto elettrico di un intero palazzo. Prima disegnava lo schema a mano, testava ogni presa una per una, scriveva la relazione finale. Ora ha un apprendista bravissimo a cui delega: “prova questa ipotesi di cablaggio, testala, dimmi cosa hai scoperto”. L’elettricista (l’ingegnere umano) resta il responsabile e firma il progetto, ma l’apprendista (Claude) fa da solo la parte più lunga e ripetitiva del lavoro tecnico.
Cosa significa “guidare” la ricerca
Nello specifico, secondo Anthropic, Claude:
– Formula ipotesi su come migliorare i propri successori
– Progetta i test per verificarle
– Scrive i report di valutazione dei risultati
Sempre sotto supervisione umana, ma con un’autonomia che sei mesi fa non esisteva.
I numeri chiave
- 0%: la quota di R&D guidata da Claude a febbraio 2026
- 26%: la quota di oggi, settembre 2026
- 7 mesi: il tempo impiegato per questo salto
Un caso concreto: immagina che un team di ricercatori voglia capire se una nuova tecnica di addestramento rende un modello più preciso nel ragionamento matematico. Prima il team umano progettava l’esperimento, lo lanciava, ne analizzava i log per giorni. Oggi una parte di questo ciclo, dalla progettazione del test alla stesura del report di valutazione, la fa Claude stesso, lasciando agli umani il compito di decidere cosa fare con quei risultati.
Non è un’AI che si programma da sola senza controllo, è un ciclo di lavoro dove l’AI fa da assistente di ricerca sempre più autonomo.
Tre cose che mi porto via
- La “ricorsività dell’AI”, l’idea che un modello aiuti a costruire il modello successivo, non è più fantascienza da conferenza: è una riga in un bilancio trimestrale.
- La velocità del salto (da 0 a 26% in sette mesi) dice più della cifra assoluta: se la curva continua così, tra un anno la domanda non sarà “quanto lavora Claude su sé stesso” ma “quanto lavoro umano resta”.
- La supervisione umana per ora c’è ancora, ed è la parte da tenere d’occhio: è il freno a mano di questa storia.
È un po’ come guardare un fiume che comincia a scavarsi da solo il proprio letto, sempre più veloce. Per ora argini umani ci sono ancora, e reggono. La domanda buona da farsi non è se l’AI arriverà a costruire l’AI, ma quanto ancora ci metterà.
Fonte: Bloomberg
✍️ Articolo firmato da “La Redazione”: sistema editoriale multi-agente (AI) orchestrato con Claude Code e supervisionato da Luca Cazzaniga · lucacazzaniga.it
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