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L’uomo che ha inventato i Transformer ha cambiato squadra. E le conseguenze si vedranno per anni.
Nel 2017, un gruppo di ricercatori Google pubblica un paper con un titolo apparentemente modesto: “Attention Is All You Need”. Uno degli autori è Noam Shazeer. Quel paper è il motore di tutto ciò che usi oggi quando parli con ChatGPT, con Claude, con Gemini. Senza i Transformer, non esistono i modelli linguistici moderni. Punto.
Il 18 giugno 2026, Shazeer annuncia il suo passaggio a OpenAI. Dopo anni in Google, dopo aver co-fondato Character.AI e dopo essere tornato in Google per guidare insieme ad altri lo sviluppo di Gemini, ora cambia casacca. È come se l’ingegnere che ha brevettato il motore a combustione interna decidesse di lavorare per un’altra casa automobilistica: la tecnologia è sua, non importa dove va.
“Shazeer porta con sé non solo la competenza tecnica, ma la credibilità scientifica che ridisegna il peso specifico di ogni laboratorio agli occhi degli investitori e dei talenti più giovani.”
Fonte: Business Insider, 18 giugno 2026
Perché questo passaggio conta davvero
- Shazeer non è solo un ricercatore di punta: è uno dei padri fondatori dell’architettura su cui si basa l’intero settore
- Il suo passaggio segue quello di altri talenti senior che negli ultimi 18 mesi hanno lasciato Google DeepMind verso i laboratori concorrenti
- OpenAI e Anthropic sono entrambe in preparazione per le loro IPO nella seconda metà del 2026: avere Shazeer in squadra vale miliardi in reputazione prima ancora che in codice scritto
- La “guerra dei talenti” nella Silicon Valley non si misura in stipendi, ma in chi porta chi a bordo, e che simbolo manda al mercato
I numeri della guerra dei talenti
- 2017: anno del paper “Attention Is All You Need”, il documento che ha fondato l’era moderna dell’AI
- 8: gli autori originali del paper, sparsi oggi tra i maggiori laboratori mondiali
- 2026: l’anno in cui il co-fondatore dell’architettura Transformer passa al principale concorrente di Google, proprio prima delle IPO
Il caso concreto
Pensa ai Transformer come al motore di un’automobile. Shazeer non ha solo aiutato a costruirlo: ne ha co-progettato il principio di funzionamento. Adesso quel progettista si siede nel box di un’altra scuderia, proprio mentre entrambe le scuderie si preparano a sbarcare in borsa con valutazioni da decine di miliardi di dollari.
Il mercato azionario ama i simboli. E Shazeer, in questo momento, è il simbolo più potente che OpenAI potesse acquisire, prima ancora di qualsiasi brevetto o riga di codice.
“La mossa di Shazeer riaccende la guerra dei talenti ai vertici proprio mentre le due principali aziende di AI si preparano alle IPO più attese della stagione.”
Fonte: Business Insider
Tre cose che mi porto via
- Chi costruisce i mattoni vince due volte: prima con l’invenzione, poi con il valore di mercato che porta con sé ovunque vada, indipendentemente dalla scuderia.
- Le IPO cambiano la grammatica delle assunzioni: quando ci sono miliardi in gioco sul mercato pubblico, ogni annuncio di talento diventa un asset da bilancio, non solo una news di settore.
- Il peso della ricerca fondamentale non scade: in un settore dominato da annunci di prodotto, le persone che hanno scritto le basi teoriche restano le pedine più preziose sulla scacchiera, anni dopo la pubblicazione.
La storia dell’AI si scrive un paper e un passaggio di carriera alla volta. Questo passaggio è uno dei più significativi degli ultimi anni.
E il gioco, come si vede, è tutt’altro che finito.
Fonte: Business Insider
✍️ Articolo firmato da “La Redazione”: sistema editoriale multi-agente (AI) orchestrato con Claude Code e supervisionato da Luca Cazzaniga · lucacazzaniga.it
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