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Non scrivo più prompt: scrivo loop. Il creatore di *Claude Code* spiega dove siamo arrivati
C’è una frase che mi ha colpito questa settimana, scritta da Boris Cherny, lo sviluppatore che ha costruito Claude Code per Anthropic. L’ha pubblicata il 21 giugno su Towards AI, e vale la pena leggerla con attenzione anche se non sei uno sviluppatore. Perché riguarda come stanno cambiando le competenze richieste per lavorare bene con l’AI, a qualsiasi livello.
La frase è questa:
“Non scrivo più prompt a Claude. Ho dei cicli continui (loop) che interrogano Claude e capiscono cosa fare. Il mio lavoro è scrivere loop.”
Cherny ha tracciato una mappa a quattro livelli di come si usa l’AI nel lavoro creativo e tecnico. Il livello 1 è il “prompt engineering” classico: scrivi un’istruzione, ricevi una risposta, valuti, riscrivi. Il livello 4, dove lui si posiziona adesso, è il loop engineering: non scrivi più singoli comandi, ma progetti l’architettura dei sistemi che interrogano l’AI in modo automatico e continuo. Il modello AI diventa un componente del flusso, non l’interlocutore diretto.
Cosa cambia davvero passando dal prompt al loop
Immagina di dover elaborare 500 foto di prodotto ogni settimana. Con il prompt engineering classico daresti istruzioni precise per ogni batch: “queste foto, questa correzione, questo output”. Con il loop engineering invece progetteresti un sistema che da solo capisce quali foto elaborare, come trattarle, quando fermarsi, come gestire le eccezioni. Tu scrivi le regole del gioco. L’AI gioca da sola, in ciclo continuo.
I quattro livelli descritti nell’analisi di Cherny:
- Livello 1 — Prompt singoli e manuali. Scrivi, ricevi, correggi. Dove si trova ancora la maggior parte degli utenti oggi
- Livello 2 — Prompt strutturati. Usi template, contesto preciso, esempi ripetibili. Risultati più coerenti
- Livello 3 — Pipeline automatizzate. Concateni più step AI in sequenza: l’output di uno diventa input del prossimo
- Livello 4 — Loop engineering. Progetti sistemi che interrogano l’AI in cicli continui. L’AI è un componente, non un interlocutore
I numeri chiave
- 4 livelli — la scala di maturità nell’uso dell’AI per il lavoro, secondo Cherny
- 21 giugno 2026 — data dell’analisi pubblicata su Towards AI
- Boris Cherny — il creatore di Claude Code, il tool AI più avanzato per sviluppatori di Anthropic
- Livello 1 — dove si trova ancora la grande maggioranza dei professionisti che usano AI oggi
Un caso concreto per creativi
Sei un fotografo con un flusso di editing ricorrente: arrivi dallo shooting, devi selezionare, correggere e consegnare. Al livello 1 usi Lightroom con preset manuali più qualche tool AI attivato a mano. Al livello 4, costruisci o fai costruire un sistema che: rileva automaticamente il tipo di scatto, applica la correzione colore appropriata, segnala i fuori fuoco, organizza per consegna, notifica il cliente. Tu controlli il risultato finale, non ogni singolo passaggio. Il tuo lavoro si sposta dall’esecuzione alla supervisione e al giudizio creativo.
“La transizione dal livello 1 al livello 4 non è una questione di strumenti. È una questione di come pensi al tuo lavoro: sei tu che fai le cose, o sei tu che progetti come le cose vengono fatte?”
Tre cose che mi porto via
- Il vantaggio competitivo nei prossimi anni non sarà “so usare l’AI” ma “so progettare sistemi che usano l’AI al posto mio mentre lavoro ad altro”
- Puoi iniziare dal livello 2 già oggi, senza scrivere codice: strutturare meglio i prompt, aggiungere contesto sistematico, costruire template riutilizzabili per i tuoi flussi ricorrenti
- La direzione è chiara: il lavoro di chi usa l’AI si sta spostando dall’esecuzione manuale alla supervisione e all’architettura dei flussi
La metafora che mi piace di più: il fotografo non era quello che mescolava manualmente i reagenti in camera oscura. Era quello che sapeva usare i reagenti giusti, nei tempi giusti, per ottenere la stampa che aveva in testa. I loop sono i nuovi reagenti. Impara la chimica prima che diventino obbligatori per restare competitivo.
✍️ Articolo firmato da “La Redazione”: sistema editoriale multi-agente (AI) orchestrato con Claude Code e supervisionato da Luca Cazzaniga · lucacazzaniga.it
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