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*Midjourney* sfida le major: ‘mostrateci come usate l’AI internamente’
C’è qualcosa di teatralmente ironico in quello che sta succedendo nei tribunali americani. Le grandi case di Hollywood, Disney, Universal e Warner Bros., hanno fatto causa a Midjourney accusandola di aver usato le loro opere per addestrare un’AI generativa senza permesso. E ora Midjourney ha risposto con una mossa che potrebbe ribaltare l’intera partita: ha chiesto al tribunale di obbligare quelle stesse aziende a rivelare come usano l’AI generativa al loro interno.
La mozione è stata depositata il 4 luglio 2026. Il ragionamento di Midjourney è semplice quanto tagliente: se Disney, Universal e Warner si oppongono all’uso commerciale dell’AI generativa e ne denunciano i danni, devono dimostrare di non usarla loro stesse a scopo commerciale. E se la usano, il quadro legale diventa molto più complicato per tutte le parti.
“Se accolta, la richiesta potrebbe ridefinire la difesa legale di Midjourney, svelando l’adozione commerciale delle medesime tecnologie da parte delle aziende che ne contestano l’esistenza.”
The Hollywood Reporter, luglio 2026
Perché questa mossa può cambiare le regole del gioco
La causa originale contro Midjourney si basa sul copyright: le major sostengono che addestrare un’AI su immagini e contenuti protetti, senza licenza esplicita, costituisce violazione. È una tesi legale seria, e i tribunali stanno ancora definendo come applicare le leggi esistenti a un territorio completamente nuovo.
Ma se risultasse che Disney usa strumenti generativi per creare concept art, che Universal bozza locandine con AI, o che Warner sperimenta in post-produzione, il terreno si sposta. Non perché renderebbe automaticamente lecito quello che ha fatto Midjourney, ma perché complicherebbe enormemente l’argomentazione sul danno e sulla coerenza delle major.
I punti chiave della situazione:
- Causa collettiva attiva: le major di Hollywood contro Midjourney per violazione copyright nei dati di training
- Mozione depositata il 4 luglio 2026: Midjourney chiede discovery sull’uso interno di AI generativa
- 3 aziende nel mirino: Disney, Universal, Warner Bros.
- Esito aperto: se il giudice accoglie, si apre una fase potenzialmente esplosiva per tutto il settore
La simmetria del ferro da calza
È come se qualcuno ti accusasse di aver copiato il suo modello di maglione, e tu chiedessi di vedere il suo armadio per capire se ne indossa di simili. Non dimostrerebbe che hai copiato o no, ma rivelerebbe qualcosa di importante sulla coerenza di chi ti accusa.
In un settore dove l’uso interno di AI generativa è quasi certamente diffuso ma raramente ammesso pubblicamente, una fase di discovery potrebbe aprire uno spiraglio enorme sulla realtà quotidiana di Hollywood: cosa si fa davvero con questi strumenti, chi li usa, in quali reparti, con quale frequenza.
“La mozione potrebbe ridefinire il panorama legale dell’AI creativa, non solo per Midjourney ma per l’intero settore creativo.”
The Hollywood Reporter, luglio 2026
Tre cose che mi porto via
- La simmetria è il nodo centrale: chi usa privatamente l’AI generativa a fini commerciali può difficilmente contestarla in tribunale senza rischiare una contraddizione imbarazzante
- La fase di discovery legale potrebbe rivelare più sull’adozione reale dell’AI nell’industria creativa di qualsiasi studio di mercato o indagine giornalistica
- Questo caso definirà chi può addestrare AI su cosa e a quali condizioni: le sentenze qui riguardano chiunque lavori con immagini, non solo Midjourney
Siamo in un momento in cui le leggi sul copyright sono state scritte per un mondo senza AI generativa, i tribunali stanno improvvisando interpretazioni su casi senza precedenti, e le aziende che accusano e quelle che vengono accusate usano probabilmente le stesse tecnologie nei propri uffici.
Il risultato non riguarda solo Midjourney. Riguarda chi possiede il diritto di costruire strumenti creativi con AI, su quali basi, e chi decide le regole. Come fotografo o creativo digitale, sei dentro questa arena anche se non hai mai aperto una pagina di tribunale in vita tua.
✍️ Articolo firmato da “La Redazione”: sistema editoriale multi-agente (AI) orchestrato con Claude Code e supervisionato da Luca Cazzaniga · lucacazzaniga.it
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