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Photoshop 27.8 ti lascia portare dentro la tua AI preferita. E addestrarne una sul tuo stile
Adobe ha appena aggiornato Photoshop alla versione 27.8 e questa è la volta che l’aggiornamento vale davvero la pena di essere letto fino in fondo. Non perché ci sia una feature spettacolare da mostrare in demo. Ma perché cambia la filosofia con cui Photoshop si posiziona nel tuo flusso di lavoro.
In breve: smette di essere un giardino chiuso e diventa un hub aperto. E soprattutto, ti dà per la prima volta la possibilità di addestrare una AI direttamente sul tuo stile visivo.
“Adobe releases Photoshop 27.8 – Generate Image now supports third-party AI models including Gemini 3.1 and FLUX.2 Pro.” – CG Channel, 18 Giugno 2026
Aperto ai modelli di terze parti
La funzione Generate Image, quella che usi per generare contenuti AI direttamente nella tela, adesso supporta ufficialmente modelli AI esterni ad Adobe. In questa versione arrivano:
- Gemini 3.1 con Nano Banana 2 di Google – integrazione diretta per chi lavora nell’ecosistema Drive e Workspace
- FLUX.2 Pro di Black Forest Labs – uno dei modelli di generazione immagini più rispettati fuori dai big tech, noto per la qualità sui dettagli fini e le texture
Il senso pratico è semplice: se hai già un modello preferito e ti fidi dei suoi risultati, adesso non devi uscire da Photoshop per usarlo. Lo chiami da dentro, lavori nel contesto della tua tela, esporti come sempre.
La vera novità: Custom Models in beta
Ma la svolta vera è altrove. Photoshop 27.8 introduce in beta i Custom Models: puoi addestrare l’AI di Adobe direttamente nell’app, caricando tra 10 e 30 immagini del tuo portfolio.
Traduzione pratica: carichi 20 scatti del tuo stile fotografico, con la tua luce, la tua composizione, la tua palette, e il modello impara a generare output che rispettano il tuo linguaggio visivo. Non imita lo stile generico di internet. Impara specificamente il tuo.
Per chi lavora con brand identity è ancora più diretto: carichi 15 immagini della visual identity di un cliente, e il modello genera proposte che restano dentro quella gabbia senza scapparne. Meno brief scritti a mano, meno iterazioni correttive, meno riunioni per spiegare cosa non va.
I numeri che contano
- 2 modelli di terze parti supportati al lancio: Gemini 3.1 e FLUX.2 Pro
- 10 immagini – il minimo per iniziare ad addestrare un Custom Model in Photoshop
- 30 immagini – il massimo consigliato per un training di buona qualità
- 1 beta – i Custom Models non sono ancora stabili per tutti, ma sono già disponibili da testare oggi
Il caso concreto
Hai uno stile riconoscibile: una certa luce morbida, ombre calde, un modo di tagliare i ritratti che ti distingue. Fino a ieri, se volevi che l’AI generasse mockup o varianti nel tuo stile, dovevi scrivere prompt sempre più lunghi e sperare nel risultato. Adesso carichi 20 tuoi scatti migliori in Photoshop, attendi qualche minuto di training, e hai un modello che genera nel tuo linguaggio. Il cliente vede proposte che sembrano tue. Perché, in un certo senso, lo sono davvero.
È la differenza tra “usare una AI” e “avere la tua AI”.
“Custom Models let professionals train Adobe’s AI directly in Photoshop using 10 to 30 portfolio images to generate outputs that respect their visual style or brand identity.” – CG Channel
Tre cose che mi porto via
- Photoshop ha smesso di voler essere l’unico modello: si posiziona come piattaforma aperta, e questa è la mossa giusta per non perdere terreno su strumenti più agili
- I Custom Models cambiano il rapporto con il cliente: meno “spiegami il tuo stile in un brief”, più “guarda, il modello lo ha già capito da solo”
- 10 immagini sono pochissime: se hai un portfolio, hai già tutto quello che serve per iniziare a sperimentare questa settimana
L’aggiornamento più importante non è sempre quello con la feature più grande. A volte è quello che sposta di qualche grado la direzione di uno strumento che usi ogni giorno.
Photoshop 27.8 ha spostato quella direzione: verso una AI che diventa tua, non di Adobe.
Fonte: CG Channel – Adobe releases Photoshop 27.8
✍️ Articolo firmato da “La Redazione”: sistema editoriale multi-agente (AI) orchestrato con Claude Code e supervisionato da Luca Cazzaniga · lucacazzaniga.it
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